sabato 21 luglio 2007

la cosmogonia

il discorso della cosmogonia celtica è un discorso particolare in quanto ogni singola tradizione celtica è un ammasso di cose completamente diverse da quella precedente, comunque io prenderò in esame principalmente la cosmogonia celtica irlandese.
in principio non vi era nulla se non un ammasso di energia ribollente, questo ammasso di energia era talmente potente da non poter essere compreso in forme tempi spazi e parole, per questo si decise di dargli un nome che sarebbe stato composto da 13 lettere scelte puramente a caso e ripetute 256 volte... bon insomma sto ammasso di energia era sopito, praticamente dormiente e un giorno mentre si muoveva su se stesso si rigirò completamente, le scie prodotte dal suo movimento crearono il cosmo per come noi lo conosciamo. di questa storia sono artefici gli Ulati, la popolazione più "primitiva" che giunse in irlanda prima di tutti (con la 2a migrazione). la scia prodotta dal Creatore si divise in tre strati: il primo è il mondo degli dei, dove l'energia rimane pura e le forme non servono, il secondo è il mondo materiale, riflesso del primo ma bloccato dalla barriera formata dall'Ordine, e infine il mondo dei morti, il mondo in cui la luce degli dei si smorza e dove ogni cosa riposa prima di essere risistemata, cancellata e rispedita sugli altri mondi

2 commenti:

Anonimo ha detto...

scusa ma dove hai trovato tutta 'sta roba? non conosciamo quasi nulla di cosmogonia celtica, mi dici da quale libro l'hai preso?

bran ha detto...

ottenendo il contatto e la via diretta per parlare con quelli di Druidia (irlanda) e con la comunità di Old Oak (galles). in più si possono fare semplici deduzioni partendo dai racconti popolari. le fiabe sono sempre più veritiere dei testi didattici